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At Low temperatures any contaminant is accidentally cryopreserved and can infect humans, animals, cells or food after its thawing, also after centuries. When using Liquid Nitrogen for cryopreservation and food production this risk of contamination can be avoided by sterilizing liquid nitrogen before use

The melting of permafrost not only causes sea levels to rise, but also releases carbon and unknown VIRUSES and bacteria into the atmosphere. Dangerous MICROORGANISMS (included ANTHRAX, CORONAVIRUS, EBOLAVIRUS, HEPATITIS etc) persists cryopreserved for centuries at low temperatures, and reactivates at melting of ice or gas in which are contained (EG LIQUID NITROGEN).

Permafrost is any ground that remains completely frozen (32°F - 0°C) for at least two years straight. These permanently frozen grounds are most common in regions with high mountains and in Earth’s higher latitudes, near the North and South Poles. Permafrost covers large regions of the Earth: almost a quarter of the land area in the Northern Hemisphere has permafrost underneath. The upper layer of the permafrost’s soil, called the active layer, absorbs heat during warm seasons to thaw temporarily allowing plants to grow and animals to find food. The melting of permafrost is obviously implicated in sea levels rise, but furthermore it releases carbon and unknown bacteria into the atmosphere (1).

Global warming is proceeding 2.5 times faster in Russia than in the rest of the world. Russian scientists have discovered that the dissolution of permafrost is releasing into the air spores and bacteria that have been frozen for thousands of years, such as the Bacillus Anthracis bacterium. In Siberia, this bacterium infected villagers and caused the death by anthrax of a 12-year-old boy. Anthrax is an acute infection and can be lethal even if, normally, it does not spread rapidly. Bacillus Anthracis bacterium, usually frozen in permafrost, would have “awakened” by the melting of the layer due to the high temperatures that have reached the area even the 35 Celsius degrees. From there, some spores would then be carried away by the wind. Not all bacteria can come back to life after being frozen in permafrost. Anthrax bacteria, among other spore-forming bacteria like tetanus and botulinum from Clostridium, can survive forming spores, extremely resistant for more than a century. Humans can become infected by inhaling spores, eating contaminated food or handling infected animals.

Even fungi and viruses can survive in permafrost for a long time (2).

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Il COVID-19 resiste sulle superfici per giorni e si criopreserva in caso di contatto con l’azoto liquido. L’azoto liquido dovrebbe essere quindi sterilizzato prima di ogni uso. NTERILIZER detiene l’unica tecnologia al mondo per decontaminare l'azoto liquido con la radiazione UV. 

  

I Coronavirus sono stati identificati come agenti patogeni umani dal 1960 e sono in grado di infettare gli esseri umani e molti altri vertebrati. La malattia nell'uomo è caratterizzata da infezioni respiratorie o gastrointestinali, tuttavia i sintomi possono variare dal raffreddore comune alle infezioni respiratorie inferiori più gravi come la polmonite. I coronavirus sono emersi negli ultimi anni per causando epidemie umane, come la grave sindrome respiratoria acuta (SARS) nel 2003 e la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) dal 2012.  

Gli ultimi aggiornamenti riportano che il “nuovo” Coronavirus (2019- nCoV), simile al virus SARS e MERS, ha causato circa 1800 morti e oltre 70mila contagi dalla fine del 2019 all’inizio del 2020, numeri che continuano ad aumentare mettendo in ginocchio anche l’economia e il turismo mondiale (1). L'emergenza è sempre più seria: quali sono le soluzioni? 

I virioni del Coronavirus sono sensibili al calore, ai solventi lipidici, ai detergenti non ionici, agli agenti ossidanti e alla RADIAZIONE UV-C, infatti già un’esposizione all'irradiazione UV-C superiore a 90 μW/cm2 determina la sua diminuzione (2,3). Dunque la RADIAZIONE UV è in grado di distruggere il nuovo coronavirus COVID-19. 

La luce UV è ampiamente utilizzata nella disinfezione con una vasta gamma di prodotti medici e non medici disponibili sul mercato.L'effetto della luce UV varia per i diversi microrganismi, per questo applicazioni basate su luci UV che variano in potenza e lunghezza d'onda sono attesi sul mercato dei prodotti di disinfezione. Nel momento in cui il mondo intero sta combattendo contro l'epidemia di coronavirus, LA RADIAZIONE UV è una soluzione pratica per prevenire l'infezione. 

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Durante la “Conferenza Internazionale sulla Sicurezza Alimentare (Febbraio 2019, Addis Abeba) organizzata da FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), OMS (Organizzazione mondiale della sanità, in inglese WHO, World Health Organization ) e UA (Unione africana) è emerso un allarme globale  per gli alimenti non sicuri dal punto di vista igienico-sanitario. 

In questa occasione si sono riuniti ministri della Sanità e dell'agricoltura di vari Paesi, scienziati, associazioni di consumatori, produttori alimentari e distributori. L'obiettivo è quello di mettere a punto strategie per aumentare la sicurezza alimentare nell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. 

Affermano gli esperti della FAO, dell'OMS e dell'UA, la sicurezza alimentare "deve essere l'obiettivo fondamentale ad ogni stadio della catena alimentare dalla produzione alla fasi di raccolta, lavorazione, conservazione, distribuzione e consumo".  

Questo allarmante notizia sottolinea una preoccupante danno alla vita e all’economia. Batteri, virus, parassiti e tossine presenti negli alimenti causano globalmente oltre 600 milioni di malati e 420.000 morti ogni anno (quasi una persona su 10), con un costo stimato di almeno 100 miliardi di dollari in Paesi e basso e medio reddito (1) 

Gli esperti hanno ricordato che "il cibo non sicuro crea un circolo vizioso di malattie e malnutrizione, che colpisce in particolare i neonati, i bambini, gli anziani e gli ammalati". Le malattie di origine alimentare "ostacolano lo sviluppo socioeconomico mettendo a dura prova i sistemi sanitari e danneggiando le economie nazionali, il turismo e il commercio". Secondo i dati, i bambini sotto i cinque anni veicolano il 40% del carico di malattie di origine alimentare, con 125.000 morti ogni anno. Le malattie diarroiche sono le patologie più comuni derivanti dal consumo di cibo contaminato e causano circa 230.000 morti ogni anno. L'OMS ha dunque sottolineato la necessità di garantire l'accesso a quantità sufficienti di alimenti sicuri e nutrienti. 

Gli agenti patogeni di origine alimentare possono causare diarrea grave, infezioni debilitanti, ad esempio la meningite, intossicazione acuta o malattie a lungo termine, come il cancro.  

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